CASE REPORT - SHOCK TERMICO

A cura di Fisioterapia Gruppo Romeo

La nostra esperienza rispetto all’impiego dello shock termico si è focalizzata sulla risoluzione di problematiche inerenti al sistema muscolo scheletrico in fase acuta, sub acuta e cronica.

 

Nello specifico le patologie trattate sono state:

 

  • Sperone calcaneare
  • Cervicalgia su base muscolo-tensiva
  • Tendinopatia cuffia dei rotatori con capsulite adesiva
  • Tendinopatia dell’achilleo
  • Gonartrosi

I miglioramenti più significativi hanno riguardato la percezione dolorosa valutata attraverso la scala VAS e il ROM articolare.

Per quanto concerne lo sperone calcaneare la paziente G.P si  è sottoposta a 5 sedute di shock termico con programma pre-impostato in associazione ad onda d’urto con cadenza monosettimanale; fin dal secondo trattamento la scala VAS  ha riportato un cambiamento significativo passando da un valore di 8 ad un valore di 6. La paziente ha beneficiato dell’effetto analgesico e anestetizzante del freddo erogato dall’apparecchio che ha spaziato tra gli 0° e i -6°.

 

Due sono stati i pazienti con diagnosi di cervicalgia su base muscolo tensiva trattati con shock termico in associazione a trattamento manuale; il sistema di alternanza caldo-freddo ha consentito di intervenire in fase acuta con l’utilizzo delle basse temperature nelle zone di maggiore infiammazione e con il calore esogeno su trigger più profondi (le temperature utilizzate hanno oscillato tra i 36°-38 gradi°) . Il risultato ottenuto è stato quello di una riduzione del dolore con valori della scala VAS che sono passati da 9 a 6 nell’arco di 4 sedute con cadenza bi-settimanale e una maggiore escursione articolare e tolleranza agli esercizi di stretching; tempo di trattamento 18 minuti.

 

Il trattamento della tendinopatia della cuffia dei rotatori con capsulite ha previsto l’impiego di un’impostazione manuale dell’apparecchio; più nello specifico si è spaziato da una temperatura tra 0° e -8° nel punti di inserzione dei tendini affetti da infiammazione sfruttando l’azione antiinfiammatoria e analgesica e una temperatura fino a 38° per il trattamento dei tessuti interessanti da forti contratture. Questo approccio ha consentito una migliore tolleranza da parte dei pazienti alla mobilizzazione passiva e attiva assistita volta al recupero del ROM articolare  e al potenziamento della muscolatura adibita alla stabilizzazione della spalla con un miglioramento in termini generali della resa del trattamento fisioterapico.

 

In riferimento alla tendinopatia dell’achilleo il trattamento in associazione ad onda d’urto con cadenza bi-settimanale, per un totale di 6 sedute, ha sfruttato l’alternanza di temperature tra i -2 e 10 gradi. I pazienti hanno riferito non solo una migliore tolleranza all’esercizio di stretching previsto dal programma riabilitativo fin dalla prima seduta, ma anche una miglioria nella deambulazione.

 

Sorprendenti sono stati i risultati ottenuti sulla patologia cronica trattata: gonartrosi.

Si è verificata una considerevole riduzione della percezione dolorosa: il programma effettuato ha previsto 10 incontri con cadenza trisettimanale basati sull’applicazione dello shock termico con l’utilizzo del programma specifico per la patologia con durata di 21 minuti in associazione a esercizi di potenziamento della muscolatura stabilizzatrice dell’articolazione del ginocchio.

 

Il sistema dello Shock Termico si è dimostrato, per la nostra esperienza, un  sistema ergonomico, di facile impiego e di impiego trasversale.

Fisioterapisti Gruppo Romeo

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